L’Ultimo Uomo è una rivista di sport online fondata nel 2013 da Timothy Small e Daniele Manusia, diventata in pochi anni un caso di culto del giornalismo sportivo italiano. Articoli lunghi e ragionati, una via di mezzo tra l’analisi tattica e il racconto letterario, e dall’ottobre 2022 una scelta coraggiosa: smettere di dipendere da gruppi editoriali e finanziarsi solo con gli abbonamenti dei lettori. In Italia non c’è niente di altrettanto rigoroso e libero nel raccontare lo sport.
Una rivista nata nel 2013
L’Ultimo Uomo debutta a luglio 2013 con un’idea precisa: in Italia si scriveva tantissimo di sport, ma quasi sempre con la fretta del quotidiano, della cronaca, del titolo a effetto. Mancava una rivista che si prendesse il tempo di analizzare le partite come si analizza un film, di raccontare i giocatori come si raccontano i personaggi di un romanzo. Timothy Small e Daniele Manusia, allora trentenni con una sensibilità più anglosassone che italiana per il giornalismo sportivo, decidono di colmare quel vuoto.
Per i primi nove anni la rivista vive dentro un gruppo editoriale (è stata tra l’altro associata a Studio), ma nell’ottobre 2022 arriva la svolta: l’Ultimo Uomo si stacca, diventa indipendente con la formula societaria UU Srls, sede a Roma, e adotta il modello di sostentamento dei lettori paganti. Niente pubblicità invasiva, niente gruppo editoriale alle spalle: solo abbonamenti, una redazione divisa tra Roma e Milano composta da una dozzina di persone, e una community molto fedele.
Indirizzo: https://ultimouomo.com/
Cosa trovi sul sito
L’Ultimo Uomo non è un sito di “news sportive” nel senso classico. Non aspettarti la formazione ufficiale dieci minuti prima del fischio d’inizio. I contenuti si dividono in alcune categorie principali:
- Articoli di analisi: pezzi lunghi, spesso oltre le 10.000 battute, in cui un giornalista smonta una partita, una stagione, una carriera. Il calcio fa la parte del leone, ma c’è ampio spazio per NBA, tennis, atletica leggera, ciclismo, e gli sport olimpici quando si avvicinano i Giochi.
- Profili e ritratti: forse la specialità della casa. Ritratti di giocatori, allenatori, dirigenti, personaggi storici. Quando l’Ultimo Uomo decide di raccontarti chi è davvero un giocatore, esce un pezzo che ti accompagna per giorni.
- Tattica: analisi tecnica delle partite, con grafici, schemi, statistiche. Per chi guarda il calcio anche con la testa, è una miniera.
- Storie: il calcio (e lo sport in generale) come pretesto per raccontare politica, geografia, identità, classe sociale. Pezzi che possono partire da una squadra di provincia svedese e arrivare alla questione curda.
- Articoli interattivi: la rivista ha sperimentato per anni formati lunghi e multimediali, con grafiche, video integrati, immagini in alta risoluzione, lettura a scorrimento. Sono articoli che spesso richiedono mesi di lavoro.
Lo stile: epica e scienza dello sport
Quello che distingue l’Ultimo Uomo dal resto del giornalismo sportivo italiano è una doppia natura: tecnica e letteraria allo stesso tempo. Da una parte c’è l’analisi della scienza del gioco — tattiche, numeri, schemi, statistiche avanzate. Dall’altra c’è la ricerca della “qualità letteraria”, per usare un’espressione che la stessa rivista ha fatto propria: scrittura curata, riferimenti culturali, capacità di trasformare un pezzo sportivo in qualcosa che potrebbe stare benissimo in un’antologia letteraria.
Non è un caso che Einaudi abbia pubblicato due raccolte degli articoli della rivista: La caduta dei campioni (2020), sulle storie di sportivi talentuosi che si sono persi (Pantani, Cassano, Best, Gascoigne, Adriano…), e Rivali. Sfide leggendarie che hanno cambiato lo sport (2022). Pochi siti italiani, in qualunque settore, possono dire di aver pubblicato libri con Einaudi.
Non solo articoli: podcast, newsletter, eventi
L’Ultimo Uomo è anche, sempre di più, un progetto multimediale. Sul sito convivono:
- La Riserva (LR): il podcast settimanale principale, ormai oltre i 380 episodi. Si commenta lo sport del weekend e si litiga su tutto, ma con argomenti.
- Ultimo Uomo Live: registrazioni di eventi e dirette.
- Indimenticabile, Prime impressioni, Ultimi Fuochi: podcast occasionali su match memorabili o momenti specifici della stagione.
- Che partita hai visto e 1vs1: podcast esclusivi per gli abbonati, dedicati al commento delle partite più importanti.
- Newsletter tra cui Stili di Gioco (settimanale, sull’agenda sportiva) e Cosa ho imparato a calciotto, scritta da Daniele Manusia ogni mercoledì.
- Eventi come In Campo, rassegna di documentari sportivi che la redazione porta in giro per l’Italia.
Per Olimpiadi e altri grandi appuntamenti vengono lanciate newsletter dedicate (come Ermes per Parigi 2024), illustrate e curate nei minimi dettagli.
Il modello: indipendenza e abbonamenti
Vale la pena spendere qualche riga sul modello economico, perché racconta qualcosa di importante. Dall’ottobre 2022 l’Ultimo Uomo non risponde a nessun editore: solo ai propri lettori. Una parte degli articoli è gratuita e accessibile a tutti; una parte (e i podcast esclusivi e alcune newsletter) è riservata a chi paga l’abbonamento. È lo stesso modello che ha funzionato all’estero per testate come The Athletic (sport) o The Defector, e che in Italia hanno adottato anche realtà come Valigia Blu o Il Post.
È un modello fragile per definizione (dipende dal rinnovo dei lettori), ma è anche l’unico che permette di tenere insieme indipendenza editoriale e libertà di trattare temi anche scomodi. Quando l’Ultimo Uomo critica un dirigente o smonta la retorica di un club, lo fa sapendo di non avere inserzionisti da accontentare.
Punti di forza
- Qualità della scrittura: il giornalismo sportivo più curato in Italia, senza mezze misure.
- Indipendenza reale: nessun editore alle spalle, nessun gruppo a cui rispondere.
- Multimedialità: articoli, podcast, newsletter, libri ed eventi formano un ecosistema coeso.
- Sguardo trasversale: non solo Serie A. NBA, tennis, atletica, ciclismo, sport olimpici, sport femminile.
- Comunità di lettori: una community fedele e attenta, che partecipa attivamente con commenti, suggerimenti, abbonamenti.
- Approccio narrativo originale: lo sport raccontato come la cultura, la politica, la letteratura.
Da sapere prima di iniziare a leggere
- Lettura impegnativa: gli articoli sono lunghi e densi. Per chi vuole sapere “come è finita la partita” in dieci secondi, il sito è frustrante. Per chi vuole capire perché è finita così, è una manna.
- Parte dei contenuti è a pagamento: senza abbonamento accedi a una buona quota di articoli, ma alcuni pezzi speciali, podcast esclusivi e newsletter sono riservati ai sostenitori.
- Tono autoriale: i giornalisti hanno una loro voce e non la nascondono. È un pregio per chi cerca opinioni argomentate, ma chi cerca un’informazione “neutra” può trovarla a volte schierata.
A chi conviene
L’Ultimo Uomo è la testata di riferimento per chi guarda lo sport con la testa: appassionati di calcio che vogliono capire le tattiche oltre il risultato, fan di NBA che cercano analisi approfondite, persone che si interessano allo sport come fenomeno culturale e sociale. È utile a giornalisti sportivi (anche solo per studiare lo stile), a sceneggiatori e scrittori che cercano materiale, a professori di scienze motorie e a chiunque ami leggere articoli lunghi e fatti bene.
Per chi vuole solo i risultati delle partite e le pagelle, esistono migliaia di alternative più rapide. L’Ultimo Uomo gioca un altro campionato.
Risorse utili
- Pagina “About” e modello editoriale: https://ultimouomo.com/about
- Sezione abbonamenti: https://ultimouomo.com/sostieni
- Archivio dei migliori articoli: https://ultimouomo.com/il-meglio-del-meglio
- Pagina autore Einaudi (per i libri): https://www.einaudi.it/autori/lultimo-uomo/
Riassumendo
In un settore — quello del giornalismo sportivo italiano — dove la maggior parte dei siti vive di breaking news, gossip da spogliatoio e titoli urlati, l’Ultimo Uomo è una piccola anomalia preziosa: una redazione che si prende il tempo di scrivere bene, che non ha paura di articoli da venti minuti di lettura, e che ha trovato il coraggio di rendersi indipendente per non doverne mai chiedere a nessuno. Non è perfetto e non vuole esserlo, ma è uno di quei progetti che meritano di sopravvivere, e l’unico modo per farglielo fare è leggerlo. E, eventualmente, abbonarsi.